Giorni della Merla: il 29, 30 e 31 gennaio sono i più freddi dell'anno. Ecco come aiutare gli animali



Milano, 27 gennaio 2015 - Sono i giorni più freddi dell'anno per antonomasia: sono "i dì della merla", ovvero il 29, 30 e 31 gennaio. All'origine di questo adagio popolare c'è un'antica leggenda che ha come come protagonista una femmina di merlo. Secondo la leggenda, una merla (in origine di colore bianco), stremata dal freddo e dalla mancanza di cibo connessa al gelo si era nascosta in un comignolo, per trovare rifugio. La tradizione vuole che l'animale sia rimasto nel caldo rifugio per tre giorni interi, ritemprandosi e riuscendo a sopravvivere, diversamente dai suoi compagni. Nel frattempo era accaduta la trasformazione, la merla aveva cambiato colore: era diventata tutta nera. E da allora tutti i merli nacquero neri come il carbone. I giorni della merla sono ancora oggi per tradizioni considerati i giorni più freddi della stagione. 

In questo periodo, oltre agli uomini, anche passeri, merli, fringuelli, pettirossi, cinciallegre e tutti gli altri uccellini che popolano i giardini affrontano momenti di difficoltà. Perché? Per il gelo e la mancanza di cibo, come insetti e granaglie. "Una leggenda che ci aiuta a riflettere sulle difficoltà che hanno gli uccelli a procurarsi cibo durante il freddo - spiega il presidente della Lipu Fulvio Mamone Capria" Subito, però, una raccomandazione: "aiutiamo gli uccellini con del cibo, ma non diamogli il pane- sottolinea Mamone Capria- dà una sensazione di sazietà ma non contiene i grassi necessari al riscaldamento corporeo". 
Quindi, lasciamogli "frutta fresca o secca come nocciole, noci, arachidi, e anche biscotti grassi, fette di panettone, di pandoro, colomba e pandolce, frollini, pezzetti di crosta di formaggio, di lardo, prosciutto, pancetta- consiglia il presidente Lipu- e potremo avere visite di numerosi uccelli sul nostro balcone, dal merlo al pettirosso, dal fringuello al verdone e per i piu' fortunati anche del picchiorosso". La mangiatoia, poi, non deve essere per forza un manufatto. Anzi meglio realizzarle in casa con materiali di recupero quali bottiglie di plastica, retine per agrumi o ortaggi o cartoni del latte. Sul sito della Lipu sono numerosi i suggerimenti. In questi giorni in cui il freddo si farà sentire cosa fare se troviamo un uccello ferito? "Portarlo immediatamente nel più vicino Centro di recupero Lipu che sono aperti tutto l'anno - aggiunge il presidente Fulvio Mamone Capria.
Fontehttp://urlin.it/12e446

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